La possibilità di attingere alla variegata risorsa boschiva del Matese, composta da differenti qualità di legname, ha avvantaggiato la pratica costruttiva, le attività economiche e lo svolgimento di azioni quotidiane. Il legno è tra i materiali maggiormente utilizzati nel mondo antico, le sue caratteristiche lo rendono duttile, versatile, adattabile ai diversi contesti e facilmente sostituibile. Tanti sono stati gli usi possibili del materiale e dei suoi derivati: dagli alti tronchi si ricavavano le travi per i solai e gli steccati, i pali per i ponteggi e le centine, le assi per le coperture e i piani d’appoggio; con i legni pregiati si realizzavano arredi, opere artistiche, accessori e suppellettili mentre da quelli più tenaci si producevano i mezzi di trasporto, strumenti agricoli ed artigianali, serramenti e giocattoli. Grandi quantità di legname erano poi impiegate nei forni delle terme, nelle officine e nelle botteghe artigianali, nei templi durante i rituali o nelle cucine e negli ambienti riscaldati delle domus per trarre calore nei lunghi inverni appenninici. Un ampio impiego che ha lasciato labili tracce poiché la natura organica del materiale è fortemente soggetta alla decomposizione, all’attacco di parassiti e alla combustione accidentale. Eppure, del legno rimane l’impronta della propria presenza nei cardini incisi sulle soglie in pietra, nei vuoti delle buche pontaie, negli incassi per le chiusure a saracinesca delle porte monumentali, nei solchi dei carri che hanno attraversato il Decumano rinnovando antichi percorsi o tracciando nuove destinazioni.
