Seguendo l’impianto urbanistico di Saepinum è possibile riconoscere soluzioni d’ingegno applicate per favorire l’approvvigionamento idrico e per convogliare le acque in maniera funzionale verso le costruzioni evitando problemi legati al ristagno. Alla città costruita in superficie, distinta tra quartieri residenziali e aree pubbliche, corrisponde un ampliamento che si muove al di sotto delle strade e degli edifici, i cui impianti non sono visibili ma risultano connessi alle strutture urbane sovrastanti. Si tratta della articolata rete fognaria per la fornitura pubblica e privata che si congiunge al complesso sistema idrico di superficie composto di canali, cisterne, pozzi, fontane e tombini. Nel corso degli anni, sono stati rinvenuti numerosi frammenti di fistulae acquariae realizzate in piombo, i cui resti testimoniano gli utilizzi e le pratiche legate all’acqua ma riportano anche i nomi dei benefattori che hanno promosso la realizzazione delle infrastrutture a funzione pubblica. Nella condotta idrica ritrovata nel complesso campus-piscina-porticus è riportata l’iscrizione a rilievo di Lucius Saepinius Abascantus, artigiano che probabilmente aveva assunto il lavoro di posa delle tubature dell’acquedotto per conto della municipalità.
